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THE NET
Il Cyber Security Act, il pacchetto normativo con il quale si vuole garantire la massima sicurezza informatica delle infrastrutture di rete degli Stati Uniti, continua a far discutere.
Si tratta di una proposta di legge bipartisan che assegna al presidente degli Stati Uniti il potere di dichiarare lo stato di emergenza nazionale anche in materia di sicurezza informatica. L’estensione degli interessi delle amministrazioni governative anche in ambito Internet, ovvero il fatto che la Rete sia utilizzata anche per fornire servizi chiave di un paese, impongono ovviamente la necessità di prevedere la possibilità di intervenire in caso di cyber-attacco alle infrastrutture di rete critiche e vitali per la sicurezza dei cittadini.
Infrastrutture che, proprio negli Stati Uniti, hanno dimostrato più volte la loro debolezza. Il Cyber Security Act, quindi, vorrebbe dare pieni poteri al presidente USA anche in merito alle reti e a Internet. Tutto ciò, sostengono i fautori della proposta, anche a discapito della privacy, qualora siano in gioco gli interessi dell’intera nazione e la sicurezza della popolazione. Le infrastrutture, ha dichiarato il senatore democratico John Rockfeller, uno degli estensori della proposta, vanno difese a qualsiasi costo.
Si tratta di un argomento delicato, che ha suscitato e continuare a suscitare le più svariate reazioni. Quasi scontata la preoccupazione delle associazioni a tutela della privacy, ma non mancano dubbi anche da parte di chi dovrebbe occuparsi di definire la strategia operativa, come il generale James Cartwright, secondo il quale, per garantire la cyber-sicurezza, gli USA potrebbero essere costretti a violare l’altrui sovranità su Internet.
Autore: Pierluigi Emmulo