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1989 Voronezh

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IL CASO DI VORONEZH



Tutti i giornali italiani del 10 ottobre e dei giorni successivi hanno riportato con risalto la notizia che l'agenzia ufficiale sovietica TASS aveva annunciato l'atterraggio di un UFO e dei suoi occupanti alieni nella città di Voronezh, una città di circa 900.000 abitanti che si trova nella Russia europea, 650 chilometri a sudest di Mosca. Per oltre una settimana, i fatti di Voronezh sono stati al centro dell'attenzione dei mass media di tutto il mondo, poi più nulla.

Quella che segue è una ricostruzione dei fatti raccontati dai testimoni, basata su diverse fonti di stampa, per la maggior parte sovietiche, in modo da disporre di un'informazione il più possibile vicina ai fatti. Ciò nonostante, è bene precisare subito che gli stessi giornalisti sovietici hanno dato varie versioni della vicenda, spesso incomplete e non di rado con particolari discordanti.

L'avvistamento sarebbe avvenuto nel tardo pomeriggio del 27 settembre 1989. Testimoni principali sono stati un gruppo di bambini che frequentano la Scuola elementare n. 33 e che a quell'ora stavano giocando a pallone in uno spiazzo del Parco Sud, nel sobborgo di Levoberezhniy, oltre ad un numero imprecisato di adulti che si sarebbero trovati ad una vicina fermata dell'autobus.

In realtà non è ben chiaro se i vari testimoni intervistati dai giornalisti accorsi a Voronezh si riferiscono tutti allo stesso avvistamento. Sembrerebbe anzi che in totale ci siano stati diversi avvistamenti di UFO nella zona tra il 21 settembre e il 2 ottobre.

Anche per quanto riguarda i bambini esistono alcune incertezze: sulle diverse fonti di stampa in nostro possesso sono stati riportati complessivamente i nomi di dieci maschi e due femmine, di età compresa fra i 9 e gli 11 anni, ma non tutti sono stati intervistati dagli stessi giornalisti, e non tutti sembrano riferirsi nei loro racconti allo stesso avvistamento.

L'AVVISTAMENTO

Il fatto principale si sarebbe comunque svolto all'incirca come segue. Intorno alle 18,30 i bambini avrebbero osservato in cielo una luce rossastra che si avvicinava muovendosi lungo una traiettoria orizzontale. Quando fu sulla loro verticale, poterono constatare che si trattava di un oggetto rosso scuro, di forma sferica od ovoidale.

L'oggetto cominciò a girare in tondo sopra di loro, come se stesse cercando un punto dove atterrare, poi si allontanò scomparendo. Dopo alcuni minuti però ricomparve rimanendo sospeso immobile sopra i bambini, poi cominciò a scendere. Quando fu arrivato a un metro e mezzo dal suolo, su un lato dell'oggetto si aprì un portello dal quale si affacciò una figura umanoide, di corporatura robusta e dai movimenti lenti. L'essere sembrava "senza collo" ed aveva una testa piccolissima, "come una semisfera appoggiata fra le spalle", sulla quale si trovavano tre occhi luminosi uno dei quali (quello centrale) si muoveva guardando tutt'intorno. Al posto del naso c'era un buco, e sul petto quello che sembrava un "disco". Dopo essersi guardato intorno, l'umanoide richiuse il portello, dall'oggetto spuntarono quattro "gambe" e il tutto si posò dolcemente al suolo.

Le dimensioni della sfera sono state variamente descritte come comprese fra i 10 e i 15 metri. In effetti, alcuni dei testimoni hanno parlato di un oggetto "a forma di banana", che figura anche nei disegni di alcuni dei bambini.

Dopo che l'oggetto fu atterrato, il portello si riaprì e ne uscirono due (oppure tre o anche quattro, a seconda delle fonti) creature di cui una più piccola e l'altra (o le altre) uguale a quella già descritta, alta circa tre o quattro metri, vestita di una tuta argentea e con calzature color bronzo. L'essere più piccolo, descritto dai bambini come "un robot", si mise in movimento camminando in modo meccanico quando l'altro umanoide lo toccò. Il gruppo si mise quindi a girare lentamente e goffamente tutt'intorno al velivolo atterrato. L'essere più alto emetteva dei suoni che sembravano ordini, e dal suo petto proveniva un raggio luminoso che tracciava sul terreno un triangolo di 30-50 centimetri di lato, che rimaneva illuminato per qualche secondo.

Uno dei bambini, spaventato, si mise a gridare, e l'alieno più alto lo avrebbe fissato con tutti e tre gli occhi illuminati, "paralizzandolo". Tutti i presenti si misero allora a gridare di paura, e a questo punto non è ben chiaro se gli esseri e l'oggetto siano scomparsi di colpo o se invece gli esseri siano rientrati nell'oggetto e questo sia decollato.

In ogni caso, dopo circa cinque minuti l'UFO sarebbe ricomparso ed atterrato nello stesso punto. Ne sarebbe disceso l'essere più alto, che stavolta avrebbe puntato un "tubo" lungo circa 50 centimetri (che portava al fianco) contro un ragazzo di 16 anni (di cui non è stato riportato il nome, e con il quale nessuno è riuscito a parlare), centrandolo con un raggio luminoso che l'avrebbe fatto scomparire nel nulla. Dopodiché l'essere sarebbe tornato nella sfera e, dopo che questa fu decollata, il ragazzo "smaterializzato" sarebbe ricomparso, ma non avrebbe ricordato più nulla.


LE TRACCE

Sul luogo dell'atterraggio, sarebbe stata trovata una depressione circolare del diametro di circa 20 metri, con quattro incisioni nel terreno, disposte a rombo, le cui dimensioni sono variamente descritte dai giornalisti come di 15 o 30 centimetri di diametro per 4 o 25 centimetri di profondità, e all'interno delle quali è stata trovata dell'erba. Sulla base delle tracce, il peso dell'"astronave" atterrata sarebbe stato valutato nell'ordine delle 11 tonnellate.

Un altro buco nel terreno, del diametro di 2,5 centimetri e profondo 37, sarebbe stato trovato poco distante, come se gli esseri avessero prelevato dei campioni di terreno.

Secondo alcune notizie, sul luogo sarebbe stato rilevato un "intenso campo magnetico". Inoltre, in due delle incisioni lasciate sul terreno dalle "zampe d'atterraggio" dell'UFO sarebbe stata rilevata una quantità di radiazioni gamma superiore a quella del suolo circostante: 30-37 microroentgen/ora rispetto ai 10-15 rilevati all'esterno.

Le prime notizie diffuse in occidente hanno anche dato ampio rilievo al ritrovamento, all'interno della traccia, di due "pietre" di colore rosso scuro che, secondo le dichiarazioni attribuite al direttore del Laboratorio di Geologia di Voronezh, Genrikh Silanov, "inizialmente sembravano arenaria; ma l'analisi mineralogica ha consentito di stabilire che non si trattava di materiali di natura terrestre". Lo stesso Silanov avrebbe "confermato" il luogo preciso dell'atterraggio e addirittura rintracciato il percorso esatto seguito dagli esseri nel parco mediante una tecnica definita "bio-locazione" o "magnetismo biologico".

Tratto da http://www.arpnet.it/

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