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Deforestazione

TOP SECRET



Secondo gli scienziati il disboscamento delle foreste tropicali pluviali produce devastazioni più durature e insidiose di quanto creduto finora.

Quando i taglialegna e i guardiaboschi ripuliscono delle zone della giungla, le porzioni di foresta che rimangono si modificano molto più rapidamente di quanto avessero previsto gli ecologisti, in base a una famosa ricerca sulla frammentazione del Brasile centrale sul lungo periodo.

Gli scienziati hanno condotto un censimento su alcune specie di alberi distribuiti su 40 appezzamenti da un ettaro di foresta pluviale a partire dai primi anni Ottanta, all’epoca in cui i guardiaboschi avevano tagliato ampi appezzamenti di foresta lasciando dei pezzi delle dimensioni variabili tra 1 a 100 ettari.

Questi cambiamenti fanno sì che la foresta diventi meno stabile e meno sviluppata rispetto alla foresta che non è stata disturbata dagli interventi umani, anche se il numero totale di specie di alberi presenti su ogni appezzamento rimane approssimativamente lo stesso. Inoltre i nuovi alberi tendono a rimanere più piccoli e a crescere meno fitti rispetto a quelli originari che hanno rimpiazzato: così il cambiamento rappresenta una riduzione netta delle riserve di carbonio, una prospettiva che minaccia la capacità della foresta di controbilanciare il riscaldamento globale.
Non più di un quinto delle foreste originarie del pianeta è rimasto intatto. La metà di ciò che resta è minacciata dalle attività minerarie, agricole e soprattutto dall'estrazione commerciale di legname. L'Amazzonia brasiliana è la più grande estensione al mondo di foresta primaria: 370 milioni di ettari, un terzo del totale di tutto il Pianeta. Non basterebbe un'intera biblioteca per descriverne le immense vastità, le meraviglie, i contrasti. Una grande parte del suo patrimonio ancora sconosciuta. Quello che possiamo fare è proteggere l'ultimo grande polmone del pianeta.

L’allarme di Greenpeace è perentorio: le multinazionali del legname stanno minacciando l'integrità di questa terra meravigliosa. Dopo aver esaurito le foreste del Sudest Asiatico e dell'Africa Centrale, le grandi compagnie asiatiche, nordamericane ed europee si stanno ora spostando sull'Amazzonia brasiliana, attratti dall'incredibile volume di legname presente in Amazzonia, circa 60 miliardi di m3.

Si tratta di compagnie dotate di grande potere economico, alcune delle quali con consolidata fama di abusi sociali e ambientali.
Amazzonia:

Da agosto a dicembre dello scorso anno 2007 , 7.000 kmq di foresta in meno. Dopo tre anni di continue riduzioni dell'indice di disboscamento il polmone del mondo torna ai tempi bui delle peggiori aggressioni

Le organizzazioni ambientaliste avevano già avvertito l'anno scorso, quando regnava l'ottimismo per la diminuzione costante della deforestazione, che questa corrispondeva guarda caso ad un periodo di scarsa domanda della carne e della soia, con prezzi bassi che non giustificavano nuove aggressioni alla foresta. Gli ambientalisti denunciano anche gli incentivi statali, rimasti gli stessi di venti anni fa, che continuano ad incentivare lo sviluppo dell'Amazzonia senza chiedere contropartite di preservazione.

Non si erano mai registrate deforestazioni di tale ampiezza e intensità nei mesi di novembre e dicembre in Amazzonia", ha dichiarato Gilberto Camara, direttore dell'ente di ricerche spaziali brasiliano, che monitorizza i due satelliti di osservazione in orbita permanente sull'Amazzonia. Marina Silva, l'ambientalista che guida il ministero dell'Ambiente del governo Lula, ha attribuito il brusco peggioramento all'espansione delle piantagioni di soia e degli allevamenti di bestiame a causa del forte rincaro delle commodities sul mercato internazionale.



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