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ESOTERISMO
Per un viaggio alla ricerca del mistero e del paranormale, la Scozia è la meta ideale. Il folclore scozzese è ricco di racconti di spiriti che si aggirano nei castelli o nei sotterranei, di cimiteri in cui si verificano fenomeni inspiegabili, di strane creature che popolano i laghi ed i fiumi. E molto spesso le leggende diventano realtà, o meglio per chi ci crede, sono realtà: infatti tutte queste credenze sono supportate da testimonianze, avvistamenti, resoconti di persone che hanno incontrato esseri diversi da noi. Sarà per questo che gli scozzesi sono così superstiziosi: con tutti questi episodi oscuri sotto casa, talvolta anche violenti, molti vogliono starne alla larga il più possibile. Per fare un esempio, il pub Nicol Edwards (29 Niddry Street) ad Edimburgo, si dice sia infestato da fantasmi: lo staff è cambiato quasi quotidianamente a causa dell’altissimo numero di persone che si licenziano, dicendo di aver sentito strani rumori o di aver trovato più volte oggetti misteriosamente spostati da un punto all’altro.
Edimburgo, capitale della Scozia, è il luogo dove sono maggiormente concentrate queste attività spiritiche. La ragione principale è la storia sofferta e misera della città che, almeno fino al XVIII secolo, ha vissuto un periodo buio, fatto di pestilenze, sovrappopolazione, caccia alle streghe, omicidi e morti atroci.
Costretta a svilupparsi in spazi ristrettissimi, limitati dal North Loch e dalle mura cittadine, Edimburgo fu costretta ad espandersi in altezza - furono costruiti grattacieli altissimi – e sottoterra, in cui vivevano accalcati i poveri in condizioni igienico sanitarie precarie. Ancora oggi, si ritiene che nei sotterranei si aggirino gli spiriti di questa gente disperata.
Pochi bambini, uno su dieci, raggiungevano l’età adulta, gli altri morivano di malattie, generate anche dalle acque putride e marce del North Loch (Lago Nord). Infatti in esso venivano gettati i corpi delle vittime della peste, e vi erano affogate le streghe. Questo lago nauseabondo era l’unica fonte idrica cittadina: quella era la sola acqua che era possibile bere. A causa delle forti tasse per entrare ed uscire dalle mura, ben pochi potevano permettersi il lusso di procurarsi viveri e bevande altrove: bisognava vivere di quello che c’era vicino a casa, tra ratti, immondizie e liquami.
In un ambiente così degradato, è naturale lo svilupparsi di avvenimenti orribili e sanguinolenti. Si narra che nel 1645 gli abitanti colpiti dalla peste del vicolo Mary King’s Close, furono murati vivi nelle loro case. Quando giunse l’ordine di rimuovere i cadaveri, i corpi erano talmente rigidi che si dovette amputare loro gli arti per farli passare attraverso le porte e le strette vie della città. Da allora, si dice che il Mary King’s Close sia infestato dai fantasmi delle vittime, e pare che diversi visitatori recatisi sul posto si siano imbattuti in alcuni di essi.
Un’altra storia turpe è quella dei famigerati assassini Burke e Hare i quali, agli inizi dell’800, vendevano cadaveri alla facoltà di medicina. Inutile dire che con il formicaio di persone che era Edimburgo, si faceva prima a procurarsi corpi freschi piuttosto che ad andare a dissotterrarli dai cimiteri. E così, la coppia attirava i prescelti nella propria pensione, li ubriacava, e li uccideva per ricevere in cambio soldi dall’Università.
Se la curiosità vi spinge a voler sapere qualcosa in più e a vedere con i vostri occhi, molti sono i tours a piedi che vi porteranno nei punti in cui si sono verificate manifestazioni degli spettri, che sono altrimenti chiusi al pubblico. Alcuni nomi sono: Mercat Tours, The Real Mary King’s Close, Ghost Finders Scotland, Auld Reekie Tour.
Il giro più famoso e spaventoso, un vero e proprio fenomeno, è quello chiamato “The City of the Dead”. La guida vi accompagnerà al mausoleo del fantasma Mackenzie, che è ritenuto oggi il caso soprannaturale più documentato.
Il tour è stato organizzato dopo che il succedersi di eventi incomprensibili aveva portato alla chiusura del cimitero in cui si erano manifestati. Anche con la presenza di una guida, questi eventi continuano a verificarsi tra i partecipanti: non si tratta solo di voci, visioni di figure opache, strani odori, ma di veri e propri segni lasciati sulla pelle di chi lo ha incontrato, come tagli, bruciature, escoriazioni. Sul sito ci sono le foto inviate dalle vittime stesse, tra cui quella, impressionante, dei segni di graffi su un visitatore preso per il collo da un aggressore invisibile. Se non ci credete, partecipate al tour e vedete se e cosa succede. Che tutto ciò sia vero oppure no, un consiglio: se volete fare un’opera buona ed esorcizzare il mausoleo, lasciate perdere. L’ultimo che ci ha provato, poco tempo fa, è morto due settimane dopo il tentativo. Se volete indagate, ma… con attenzione.